stendere retidimprigionamento
Maggio 16, 2008
simansi posted a photo:
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la costruzione di un concetto politico ieri come oggi.
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\nOrigine di un neologismo
\nNon si tratta solo di un pericoloso cambiamento delle dinamiche istituzionali, vi è in gioco la possibilità di una nuova dimensione della politica e della società : l’esagerazione parossistica e monomaniaca dell’ingerenza del potere esecutivo in tutta la vita statale e sociale, il capovolgimento acrobatico dei rapporti normali tra Stato e Società , in virtù del quale la Società esiste per lo Stato,e lo Stato per il governo ed il governo per il partito
\nLa radicale novità veicolata dalla coppia di termini di totalitario-totalitarismo sembra venir colta anche da Gramsci, preoccupato di spiegare, e non solo di condannare, la nuova realtà del partito totalitario.
\nNei Quaderni spesso ritorna il problema della nuova configurazione totalitaria della politica. “Una politica totalitaria tende appunto:
\n1) ad ottenere che i membri di un determinato partito trovino in questo solo partito tutte le soddisfazioni che prima trovavano in una molteplicità di organizzazioni, cioè a rompere tutti i fili che legano questi membri ad organismi culturali estranei;
\n2) a distruggere tutte le organizzazioni o a incorporarle in un sistema in cui il partito sia il solo regolatore”. Insomma, la percezione di trovarsi di fronte a un fenomeno inedito e dagli obiettivi e dalla conseguenze “totali” va lentamente stratificandosi in più direzioni che alla fine confluiranno entro l’ area del concetto di totalitarismo
\n”Antiindividualistica, la concezione fascista è per lo Stato”; cionondimeno, nella misura in cui l’individuo coincide con lo Stato, essa è per l’ individuo, e “riafferma lo Stato come la vera realtà dell’ individuo”. E’ inoltre per la libertà , nella misura in cui la libertà è “l’attributo dell’ uomo reale e non di quell’ astratto fantoccio a cui pensava il liberalismo”.
\n”Giacchè per il fascista tutto è nello Stato e nulla di umano e spirituale esiste e tanto meno ha valore fuori dallo Stato.
\nIn tal senso il fascismo è totalitario, e lo Stato fascista, sintesi e unità di ogni valore, interpreta, potenzia e sviluppa, tutta la vita del popolo”.
\nIl potere statale non può quindi limitarsi alla garanzia dell’ordine e del funzionamento istituzionale, alla tutela del quieto vivere degli individui, come voleva il liberalismo. “Lo Stato fascista, insomma, non è semplicemente datore di leggi e fondatore di istituti, ma educatore e promotore di vita spirituale.
\nVuol rifare non le forme della vita umana, ma il contenuto, l’uomo, il carattere, la fede.
\nA questo fine vuole disciplina, e autorità che scenda addentro gli spiriti e vi domini incontrastata”. Quello che Gentile chiama “Stato totalitario fascista” si presenta piuttosto come una forma estrema di “Stato etico”.














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